17-01-2025
Torniamo a respirare: i progetti di forestazione che ci salvano dalla CO₂
Il mondo ci è stato consegnato in perfetto equilibrio, ma lo sviluppo, il progresso e il livello di benessere che abbiamo raggiunto stanno minando questo equilibrio sempre di più.
Ai luoghi che abitiamo chiediamo sempre di più e, in cambio, restituiamo sostanze inquinanti per l’atmosfera. Non possiamo continuare a farlo all’infinito. Se vogliamo mantenere un buon rapporto di coesistenza con l’ambiente circostante, è necessario ridurre il nostro impatto ambientale.
Per farlo, potremmo cominciare proprio "dal basso", cioè, partendo dalla terra: restituire alla natura il verde che le abbiamo tolto, nel suo e nel nostro interesse.
La forestazione, intesa come l’insieme di tutte quelle misure volte alla conservazione o all'accrescimento del patrimonio forestale di un determinato territorio, è un’arma potentissima: aiuta la Terra, il suo polmone e favorisce un maggiore assorbimento di CO₂ dall’aria che respiriamo. Considerati dai governi una pratica necessaria per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall'Accordo di Parigi sul clima del 2015 e limitare l'aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2 gradi centigradi, i progetti di forestazione sono in aumento in tutto il mondo.
I governi, ormai consapevoli del "potere delle piante", hanno iniziato ad attuare politiche nazionali nei confronti delle aziende, soprattutto quelle più inquinanti: le amministrazioni chiedono loro di compensare le emissioni di CO₂ sostenendo economicamente progetti di conservazione o riforestazione, attivi sul proprio territorio o altrove. L’impegno richiesto è quello di bilanciare l’inquinamento prodotto con un’attività positiva che, se non azzera il "saldo di carbonio", perlomeno lo riduce.
Su questa scia, negli anni, sono nati numerosi progetti che danno la possibilità anche ai singoli cittadini di fare la propria parte con piccoli gesti.
Esiste, ad esempio, il motore di ricerca Ecosia, che sostiene progetti di forestazione: ogni 45 clic effettuati dagli utenti viene piantato un albero. In questo modo, il singolo utente, semplicemente compiendo un gesto quotidiano come navigare sul motore di ricerca, può contribuire alla salvaguardia del nostro Pianeta.
Ci sono poi altri modi con cui le persone possono partecipare a progetti di forestazione.
In Italia, il progetto più famoso è Treedom, che permette di piantare alberi a distanza offrendo a persone e aziende la possibilità di monitorare la crescita delle piante. Per ogni albero piantato, l’utente riceve una scheda identificativa che indica, tra le altre cose, quanta CO₂ viene assorbita. Ad esempio: "Piantando questo albero di quercia spinosa compenserai 200 kg di CO₂, pari a quella prodotta percorrendo 619 km in auto, per un periodo di compensazione di circa 10 anni".
Esistono anche progetti in ambito pubblico che mirano a compensare la CO₂ attraverso iniziative urbane. Un esempio è Forestami, un progetto nato da una ricerca del Politecnico di Milano e promosso dalla Città Metropolitana di Milano, insieme ad altri enti. Il progetto prevede la piantumazione di 3 milioni di alberi per moltiplicare il numero di piante in città, in quanto "è il modo più efficace, economico e coinvolgente per rallentare il riscaldamento globale, ridurre i consumi energetici, ripulire l’aria dalle polveri sottili e migliorare il benessere dei cittadini".
Anche Parma si è impegnata con la forestazione urbana: il progetto KilometroVerdeParma, nato nel 2015, mira a creare un corridoio alberato lungo gli 11 chilometri dell’autostrada A1 che attraversa la città. L’intento è riqualificare uno dei tratti autostradali più trafficati d’Europa. Fino ad ora sono stati piantati quasi 66.000 alberi e arbusti, rimboschendo una superficie di 66 ettari e stoccando così 2.244 tonnellate di CO₂.
I progetti di forestazione rappresentano quindi una risposta importante alla sfida del cambiamento climatico e alla necessità di ridurre l’impatto dell’uomo sull’ambiente.
Queste iniziative non solo contribuiscono alla rigenerazione dei polmoni verdi del nostro pianeta, ma offrono anche un’alternativa concreta per contrastare l’accumulo di CO₂ nell’atmosfera.
Affinché questi progetti continuino a esistere e a diffondersi, è fondamentale un impegno costante e condiviso tra cittadini, Stato e imprese.